Dunque ci siamo. La sveglia è puntata alle sei e la partenza è prevista per le sette. Quasi non riesco a dormire dalla tensione. Antton già dorme, Mick anche, al piano di sopra Ortu e Rocco pure, io no. Domani ci aspetta un gran giorno, il gran giorno, ed io mi sento come alla vigilia della mia prima Milano-Venezia due anni fa. Domani il percorso sarà leggermente più corto, sui 250 km ma, ahimè, ci son più di 7000 metri di salite. Forse 7600. Jerome, ciclista potente amico di Rocco, sostiene che non possiamo farcela. Mich dice che non c'abbiamo le palle per farcela. Quasi tutti quelli che ho incontrato in questi giorni  hanno espresso pareri negativi riguardo all'esito della missione. Ma noi è tutto il giorno che pensiamo a chi tra noi si aggiudicherà la mitica maglia del Grimpeur, la ” Maillot à pois rouge”.

Stò pensando a che cosa penserò domani per tirarmi avanti, per vincere la fatica, la stanchezza, i crampi, il freddo, la fame e forse la pioggia, sempre che a 2770 metri non troviamo la neve… Non lo so, ma un mio amico dice che se non credi più ai sogni i sogni non crederanno più in te. Forse siamo pazzi davvero…

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