Bè in realtà non c'è molto da dire: Frank, Mick e Rido siamo andati a Gaiole per partecipare alla manifestazione ciclistica Eroica come altre 5500 persone. Ora, a parte il fatto che abbiamo dormito 8 ore in due giorni e che la domenica siamo stati in sella per tredici ore e mezza, che altro potrei dire?

La partenza dal doom alle sei per vedere l'alba è stata bella, peccato che l'alba non arrivava più, per cui siamo partiti al buio verso la toscana! Carichiamo le bici sull' ammiraglia di Marco e  partiamo. Primo stop per fare colazione ad un autogrill da cowboy, e già mi piace perché i cowboy sono eroi, anche se io tifavo per gli indiani, ad ogni modo ci spariamo un brioches e via in quanto abbiamo l'appuntamento con gli amici alle 11 a Gaiole. La strada è scorrevole, e mentre discutiamo il planning del giorno vediamo che ci sono altri eroici come noi che si spostano sulla Bologna- Firenze. Arriviamo all' Hotel senza intoppi ed io subito mi metto a mio agio, ma l'agio dura poco perchè ci aspettano nella hall per il pranzo! Arriviamo al pranzo nella piazza di Gaiole in Chianti e qui tra un vip ed un altro  approfittiamo subito del chianti contenuto nel nostro lunchbox per fare un brindisi alla salute degli eroi passati e futuri! Facciamo un giro al mercatino, io provo ad acquistare un paio di scarpe ma non trovo il mio modello preferito, per cui lascio stare e lascio fare shopping a Rido, il quale compera ben 2 borracce con relativo portaborraccia! La sveglia presto mi ha un pò suonato, per cui non è che abbia tutta sta voglia di stare in giro, ma da li a poco inizia il giro ciclistico con gli amici del galletto, una specie di giro di 5 km che ci condurrà fino ad una struttura in collina pazzesca dove ci attenderà un aperitivo. Il giretto è ottimo per testare le bici e per rivedere vecchi amici, il tutto sotto l'occhio attento del nostro Grande Marco Fratello . Ma l'innocuo giretto si trasforma al volo in uno sprint all'ultimo sangue dove si ricercano nuovi livelli di aerodinamica e dove si fà a botte per essere in prima posizione! In realtà abbiamo chiaccherato e spinto un po', giusto per apprezzare maggiormente  l'aperitivo! il pomeriggio proseguirà con una doccia e la mitica cena eroica, ma purtroppo non ci sono diapositive che possono testimoniare il resto della giornata. Ma basti sapere che alle 23 eravamo all'hotel ed alle 24 eravamo a dormire per non essere troppo stanchi l'indomani.

La sveglia alle 4 non è così traumatica perchè se la giornata deve essere lunga, allora è meglio attaccarla di buonora! Solo che poi ci perdiamo nell' inaspettato buffet, e la partenza alle cinque è l'idea di altre 500 persone, per cui ci accodiamo per firmare il cartellone della partenza alla francese e partiamo che son già le sei. Alla partenza si aggiunge un amico di Mick, Giacomo o Jacum in friulano, il quale essendo amico di Mick, e siccome Mick ha detto che viaggia forte…. insomma lasciamo stare và! Fortunatamente non fà freddo, ed è pieno di eroici, per cui la buia strada è costellata da tante luci eroiche che si inseguono in fila indiana ed in fila indiana arriviamo al castello di Ricasoli , come sempre costellato di lumini che ci condurranno se non alla vita eterna, sicuramente alla giornata più lunga! Ma subito arrivano i primi problemi, con Rido che cade nella discesa dal castello, procurandosi delle escoriazioni alla mano leggere, il problema e che una volta che cadi, la soglia della prudenza aumenta, per cui un leggero panico si impadronisce di te, e lo spirito di conservazione ha la meglio sugli impulsi eroici! Proseguiamo e prima del primo ristoro vediamo tanta gente ferma che ha bucato, e nemmeno il tempo di pensarlo che Mick mi fora l'anteriore ed il posteriore in un colpo solo! Alla grande! Siccome è la prima volta che usa i tubolari, mi maledice perché io l'ho spinto ad usarli! Estrae subito le bombolette per riparare, una leggera gonfiata e riusciamo ad arrivare al ristoro dove c'è il centro assistenza bici e dove Mick può comperare altre due bombolette di schiumogeno ripara tubolari! Meglio essere previdenti! Ci nutriamo a dovere, scambiamo quattro chiacchere con gli amici e con  un eroico canadese di 74 anni e ripartiamo più eroici che mai! fin qui la strada non è che sia impegnativa, ma dalla mappa risulta che nel giro lungo dei 205 km la strada è impegnativa…. vedremo! Intanto pedaliamo benedicendo l'acciaio, parlando dell'acciaio, odiando l'acciaio,, insomma molti discorsi attorno all'acciaio e pochi attorno al carbonio! E pedala che pedala, ad un certo punto vediamo un ambulanza ferma con un gruppo di ciclisti e bici per terra, e sorridendo e toccandoci un pò le palle, continuamo per la strada principale a pedalare superando un ristoro per l'acqua, un ponte, un tratto sterrato ed uno asfaltato fino alla svolta a destra su di un altro tratto sterrato e qui ci viene un dubbio: Ma il Bivio? Dove cavolo è il bivio? In quel mentre che elimino liquidi Mick chiede a dei passanti, i quali ci dicono che il bivio l'abbiamo passato da un pezzo! Porca vacca! e adesso, che fare? Il bivio chiude alle 11:00 , abbiamo mezz'ora di tempo, potremmo proseguire per il 135 km , ma il richiamo al giro lungo è troppo forte, per cui torniamo indietro a bomba in fila indiana, io tiro il gruppo pensando di essere Museeuw, sur la plaque, sul big chain ring, perchè il tempo stringe, ed arriviamo al bivio e vediamo Emi della ciclocashba seduto che ci apre la via verso la morte secca! i 10 km a tutta mi hanno un pò segnato , calcolando che siamo a circa metà strada e fra un pò ci attende il tratto ” difficile” di 4 km. Ma chissenefrega, l'importante è andare! E noi andiamo ma la strada comincia a raggiungere pendenze del 15% su asfalto….e poi altrettanto su sterrato, mentre passiamo i campi da golf, e vorrei tanto essere a giocare a golf, anzichè pedalare, ma avrò tempo in pensione  per giocare a golf! Avanziamo sulle colline ed il gruppo si allenta, chi và a piedi, chi in bicicletta, e devo dire che a piedi o in bici non è che cambia molto, ma Jacum continua a spingere in piedi il suo bel 42/25 ( spero non abbia avuto il 24!) senza paura! Poi finalmente incontriamo degli altri ciclisti per cui capiamo che non siamo gli ultimi, per fortuna, almeno questa è una bella soddisfazione! Con un pò di ritardo sulla tabella di marcia arriviamo al Ristoro di Montalcino dove ci aspetta un ossocollo buonissimo e papaia disidratata e panforte e tutto il resto. Siamo un pò fiacchi, ma il cibo aiuta sempre per cui dopo un pò di riposo ripartiamo. I paesaggi sono stupendi, per cui aiutano a superare la fatica. Poi c'è sempre la moto con il nostro operatore/regista/fotografo che ci segue e filma manco fossimo al Grande Fratello, ed il driver comincia a metterci in guardia sulle tre marie, un tratto in salita abbastanza tosto che dobbiamo incrociare da li a poco. Ad un certo punto infatti la strada inizia a salire in modo preoccupante per me, Rido ha un pacco pignoni adatto, per cui non teme nemmeno il K2 , Mick forte della sua nuova Pegeuot eroica è più motivato che mai, Jacum pedala con le mani in tasca fischiettando quasi, e così dopo poco raggiungiamo la cima. Ci aspettiamo e ci svacchiamo un attimo sull erba e poi ripartiamo perchè non abbiamo tempo da perdere, ed i check point ad un certo punto chiudono….chissà se ” le tre marie ” eran la salita che abbiamo appena fatto. Ne abbiamo fatta una, adesso dovrebbero essercene altre due…. ma niente, il dubbio ci condurrà fino al ristoro della ribollita. Non c'è tanta gente e mi sa che è finita anche la ribollita, ma ci sono un sacco di eroici bolliti! E qui tra uno scherzo e l'altro ci dicono che dopo il ristoro attacan le 3 marie! Ora ricordo… ricordo tre anni fà che mi ero cibato di ribollita e tutto il resto e poi appena rimonti in sella ti becchi un salitone che miete più vittime del fumo! Ripartiamo con la nuova sfida da affrontare e per le salite incontriamo di tutto: il sosia di Eddy Merckx che non riesce nemmeno a camminare dai crampi, due Fiamminghi sovrappeso che camminano aggrappati alla bici ma hanno dei rapporti che nemmeno una mtb li ha così agili, un romano “Gios” style che ci dice qualcosa, ma forse rantolava nella fatica… ad un ceto punto della salita siamo tutti a piedi, anche Mick cammina e lo fotografo sicchè capisca che per tutti arriva il momento della vergogna! Ma lui cosa fa, si mette in posa e fa finta di niente, ma l'ho beccato! E così ridendo arriviamo fino al cartello dove ci facciamo far una foto dal romano giostile! Ora non ci resta che arrivare al traguardo! Solo che il giorno non durerà ancora per molto, e questa è una gara in cui non recuperi mai: al ritardo si aggiunge sempre altro ritardo, per cui l'unica cosa che è possibile fare è cercare di arginare i ritardi. All' ultimo check point ci dicono che è meglio che molliamo tutto e tagliamo dritti per Gaiole, ma noi non cediamo e proseguiamo, anche se ad un certo punto ci fanno fare una deviazione perchè è già buio e comunque l'ultimo timbro non ce lo metteranno lo stesso perchè il ristoro è chiuso. A malincuore dobbiamo mandare giù il boccone amaro di avere 8 timbri anzichè 9 e così arriviamo a Gaiole alle 19:40 io, Mick, Rido e Giacomo e facciamo la foto di rito sulla pedana prima di andare a berci una birra!

Che dire la Bistecca ce la siamo ben che guadagnata dopo 13 ore e mezza in sella, e la lezione l'abbiamo imparata: un ora di ritardo alla partenza è sei fottuto!

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