Lo scorso fine settimana abbiamo preso freddo, tanto freddo. Succede a volte che ti si congelano i piedi, anche se hai su dei copriscarpe in neoprene e le calze di lana. Capita che le ginocchia diventano talmente fredde e dure, che non riesci più a piegare le gambe. Per non parlare delle dita delle mani che cominciano a far male e fai fatica a frenare, fai fatica a tenere il manubrio saldo in mano. Gli occhi lacrimano dietro alle lenti degli occhiali, la pelle della faccia sembra si spacchi da un momento all’ altro. Il sale sparso sulla strada te lo trovi dappertutto, sulla bici, sulle gambe, nelle mani, in bocca. Il freddo ti mette a contatto diretto con il dolore e tu non vedi l’ora di finire in fretta la discesa, ma la discesa è lunga. Mentre sali non è così lunga. La salita è faticosa, ma hai il vantaggio che col freddo ti scaldi. Poi ad un certo punto ti ritrovi in quota, in mezzo alla neve, sudato e nel giro di due minuti inizi a perdere la sensibilità dalle estremità del tuo corpo. Ti copri, metti una altra giacca, i guanti pesanti e pensi a quando l’estate scorsa percorrevi la stessa discesa in un lampo. Ora il lampo lo senti che parte dalla punta delle dita e sale fino a congelarti la mascella. Non puoi farci un cazzo. L’uomo col martello sopraggiunge, ti fermi e pensi a quanto sei fortunato questa volta, che puoi salire in macchina, spararti l’aria calda addosso e passare il resto della discesa a pensare a quanto è dura la montagna d’inverno…. fortuna che fra non molto arriverà la primavera. Go Wild

Thanks for the picture to Enrico,Valerio, Instagram e Frank