Ma come fanno i pro?

Si fà presto a dire pro!  Basta comprare una bici in carbonio top, guardare un pò di video giusti, comprare l’abbigliamento adatto e subito ti senti uno di loro! Sei subito Pro…si col cazzo!
Con questa premessa volevo dire che ieri mattina mi è successa una cosa strana, anzi una cosa normale, che capita ,a volte, a chi và in bicicletta con una certa frequenza: sono caduto.
Un pò mi son sentito pirla, ma subito mi è venuto alla mente il ricordo di un vecchio ciclista che aveva il negozio in via Semplicità a Milano il quale tra una raddrizzata alle ruote ed una merendina una volta mi disse:  ” Prima o poi capiterà anche a te di cadere e ti farai dei bei struscioni alle gambe! Io mi ricordo facevo dei bidoni di crema lasonil, vasellina e tintura di iodio da applicare quando cadeva qualcuno….”  e il racconto proseguiva sul cosa faceva lui quando cadeva da giovane in pista, che si infilava le schegge del velodromo nelle gambe o di quando strusciava per 10 metri sull asfalto… ed io rimanevo di legno, un pò disgustato nell’immaginarmi il dolore e pensavo che queste cose succedono solo ai pro.
Mi è capitato di cadere a Milano, negli anni, vuoi sul pavè bagnato o durante un alleycat oppure mentre ero in giro d’ inverno o d’estate sulla ciclabile, ti distrai un attimo e tra rotaie, cobble ed automobilisti distratti che aprono la porta senza guardare è un attimo che senza accorgertene sei a terra. Ad ogni modo solo botte, mai dolore serio a parte una stigmate una volta. Come mi è capitato di cadere durante il bike polo e di prendere botte serie o incrinarmi qualche costola ma mai una caduta pro.
Ieri ero uscito in bici a fare un giretto approfittando del fatto che aveva appena smesso di piovere, e quando mancavano circa 5 km a casa, son volato a terra in una curva e mi sono grattato per bene. Son stato stupido perchè potevo rallentare in curva, ma sai com’è quando viaggi ad una discreta velocità e senti il vento in faccia e sei li che spingi , insomma sei immedesimato nel “mestiere del ciclista” a tal punto che ti senti un pro, per cui ti senti quasi immortale, senti Wagner e le Valchirie e pensi solo ad andare veloce. La realtà però è diversa da come a volte la intendi, per cui succede che curvi troppo, l’asfalto è bagnato e in un secondo realizzi che presto il tuo corpo si schianterà sul duro asfalto. Poi in un batter d’occhio sei a terra e la prima cosa che fai , se l’ urto non è stato violento è quella di alzarti, come un cavallo appena nato cerchi di metterti in piedi e raccogli la bicicletta per vedere se è tutto apposto. Poi bestemmi un pò per i danni fatti e poi, solo poi ti accorgi che il sangue ti cola dall’avambraccio, dalle ginocchia, ecc ecc. Sei ancora lontano dal provare “il dolore” in quanto l’adrenalina ti tiene su e anche se vedi un pò di sangue pensi che non sia così grave visto che ancora puoi muovere gambe , braccia e spalle.
A quel punto cerchi di tornare a casa a leccarti le ferite o all’ospedale a farti  vedere e speri di non averne per molto o meglio di non dover aspettare troppo tempo prima di tornare a pedalare. Almeno questo è stato il mio primo pensiero.
 A quel punto scopri che la sera prima al Criterium di Barcelona anche il tuo compagno Ortu è volato a terra, non una ma ben due volte! La prima perchè è stato chiuso su di una transenna in curva ( Ortu è uno del mestiere ed ha minimizzato dicendo “è stata colpa mia” senza pensarci due volte!) ,  la seconda perchè è scivolato su di una pozzanghera! E’ incredibile che 12 ore dopo scivolo su una pozzanghera pure io,no?  Ed è  incredibile che anche lui ha le stigmate alla mano destra proprio come me! ed anche il fianco grattuggiato proprio come me! Ecco in questi momenti non è che il dolore fà meno male, ma diciamo che per una specie di solidarietà a distanza ti senti meglio, anzi ti senti quasi fortunato ad avere le stesse ferite di guerra, che poi sono le classiche di chi ha la fortuna di cadere in bicicletta!
A questo punto mi chiedo ma come cazzo fanno i pro a pedalare dopo che volano a terra a 50 km/h ed a portare a termine le gare, i tour o i giri? Pensavo a Cavendish che è volato un paio di volte al giro quest’anno oppure ad Hoogerland due anni fà al tour che è finito dentro il filo spinato e poi ha continuato la corsa ed ha finito il tour. Improvvisamente ritorno alla realtà e capisco che non sarò mai un pro, quindi resto a riposo sette giorni come ha dettoil medico e prendo tutte le medicine che mi ha prescritto!
Ringrazio Loca per avermi rincuorato dicendomi ” la prima volta non si scorda mai”, Roby e tutti quelli che mi hanno augurato una pronta guarigione. Auguri anche ad Ortu.
PS: comunque adesso mi sento un pò più pro.. ;)